La posizione della Germania come leader mondiale nell’industria auto è attualmente messa in crisi a causa della fuga di investimenti e posti di lavoro verso l’estero. La presidente della VDA, Hildegard Mueller, ha recentemente messo in guardia su questa problematica, sottolineando che la Germania sta attraversando una seria crisi come sede aziendale. Un’indagine condotta dalla VDA ha rivelato che il 72% delle piccole e medie imprese della filiera automobilistica prevede di ridurre i propri investimenti in patria, opponendosi così alla creazione di un ambiente favorevole alla crescita.
Industria auto in Germania in crisi
I risultati dell’indagine citata da Reuters sono piuttosto allarmanti: il 63% delle aziende intervistate ha già effettuato tagli del personale l’anno scorso, e dei 124 soggetti interrogati, solo il 7% ha ridotto posti di lavoro all’estero. Questo riflette una tendenza decisa a razionalizzare i costi, portando dunque ad un significativo abbassamento del numero di posti di lavoro nell’industria auto tedesca, che attualmente si trova ai livelli più bassi dal 2011. Case storiche come Volkswagen e Mercedes, così come fornitori come Bosch e ZF, stanno affrontando un periodo di straordinarie difficoltà.
Necessità urgente di cambiamento
Mueller ha messo in guardia sulle conseguenze politiche di questa stagnazione economica, notando che l’assenza di opportunità lavorative sta alimentando le frustrazioni tra i dipendenti e favorendo il consenso per movimenti politici estremisti come l’Alternativa per la Germania (AfD). La VDA ha quindi chiesto a Berlino e Bruxelles di adottare strategie più efficaci per sostenere l’industria automobilistica, spingendo per politiche basate su incentivi di mercato piuttosto che su obblighi normativi. La necessità di un cambiamento è urgente: senza interventi mirati, la Germania rischia di perdere non solo la sua posizione di leader nel settore automobilistico, ma anche la stabilità sociale e politica che ne deriva.
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