Prosegue lo sviluppo del futuro suv globale di Jeep che, in base all’accordo annunciato nell’Investor Day 2026 da Grégoire Olivier, coo di Stellantis per l’area Asia-Pacifico, è realizzato in India sull’architettura Argos (All-Terrain Ready, Omni-Energy and Geometry Scalable) di Tata Motors. Come appunto dichiarato da Olivier, questo nuovo veicolo Jeep sarà “basato su una piattaforma altamente competitiva e sviluppato in India, assemblato in India all’interno della nostra joint venture Stellantis-Tata, per essere destinato al resto del mondo”. Secondo le prime indiscrezioni il lancio del suv è previsto per il 2028 con l’avvio graduale delle esportazioni in oltre 50 Paesi distribuiti tra Asia-Pacifico, Medio Oriente, Africa e Sud America. La strategia di Stellantis prevede anche la possibilità che le Jeep costruite in India arrivino nel Nord America. Noto all’interno delle due aziende come ‘Progetto J1J’, questo nuovo modello avrà dimensioni importanti, con tre file di sedili, per soddisfare le esigenze dei mercati a cui sarà destinato. Fonti vicine al programma, e riprese Dao media indiani, ipotizzano che il nome definitivo potrebbe essere Jeep Commander. Un forte link, viene sottolineato, con la storia del brand che nel 2005 al Salone di New York presentò il suo primo 7 posti per il mercato Usa, La produzione cessò nel 2010. Questo primo modello fu seguito nel 2018 da Grand Commander 7 posti (e Commander 5 posti) destinato solo alla Cina e prodotto dalla jv Gac-Fca fino al 2022. Infine un Commander è apparso nell’agosto del 2021 in Brasile, con caratteristiche idonee alle esigenze del Sudamerica. In questo caso il modello – ancora in produzione e probabilmente destinato ad essere sostituito nel 2028 dal veicolo Jeep – Tata, è sviluppato sulla piattaforma della Jeep Compass opportunamente allungato per ospitare sette passeggeri disposti su tre file. Una delle peculiarità del progetto J1J, legata proprio alla archiettura Argos, è quella di prevedere praticamente tutti i sistemi propulsivi adatti alle esigenze dei singoli mercati. E cioè unità termiche benzina e diesel non elettrificate, ibride e 100% elettriche, L’unità di base sarà il motore a benzina Tata TGDi da 1,5 litri (so stesso del modello indiano Sierra) in una variante evoluta e conforme alle normative Euro 7 e BS7. Come dettaglia l’autorevole magazine locale Autocar India (che ha anche ricostruito con due rendering il possibile aspetto del Commander) Jeep si occuperà autonomamente attraverso i team globali di Stellantis della progettazione, dell’ingegnerizzazione e dello sviluppo della carrozzeria, degli interni e di tutti gli altri componenti del veicolo. L’accordo prevede infatti la fornitura in licenza della piattaforme Argos e dei motori da parte di Tata Motors, oltre al probabile impiego dello stabilimento di Ranjangaon, vicino a Pune. L’impianto rappresenta oggi il fulcro della joint venture paritetica Fiat India Automobiles Private Limited (FIAPL) costituita con il 50% ciascuno tra Tata e Stellantis. Attualmente, dalla fabbrica escono quattro modelli Jeep e tre modelli Tata. Nello specifico vi vengono costruiti i modelli Compass; Meridian (suv a 7 posti derivato dalla Compass, venduto in alcuni mercati esteri come Commander); Wrangler e Grand Cherokee, entrambi assemblati localmente tramite kit CKD.
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