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Blume, proteggere industria europea, asse con Stellantis e Renault su Made in Europe

IT



Volkswagen, Stellantis e
Renault hanno elaborato una proposta comune per il Made in
Europe, con l’obiettivo di rafforzare la produzione
automobilistica europea e tutelare l’occupazione. Lo ha detto il
ceo del gruppo Volkswagen, Oliver Blume, intervenendo al Paris
Automotive Summit. “Insieme le nostre aziende rappresentano
oltre il 60% della produzione automobilistica europea. Dobbiamo
proteggere la base industriale dell’Europa e dobbiamo farlo
ora”, ha spiegato Blume. La proposta prevede un meccanismo di
incentivi, denominato Fleet Booster: se il 70% dei veicoli
venduti nell’Ue da un costruttore rispetta i criteri Made in
Europe, il beneficio viene esteso all’intera gamma. “Chi
beneficia del denaro dei contribuenti europei dovrebbe
contribuire a rafforzare l’occupazione europea. Chi vende auto
in Europa dovrebbe anche produrle in condizioni comparabili”, ha
sottolineato Blume. “Il Made in Europe non significa escludere
gli altri, ma rafforzare la nostra base industriale”, ha
aggiunto. Sul fronte delle regole europee per il settore,
Blume si è detto fiducioso sulla possibilità di un’intesa tra
Francia e Germania già questa settimana. “Personalmente ho una
sensazione positiva”, ha detto a proposito degli incontri con il
cancelliere tedesco Friedrich Merz e con il presidente francese
Emmanuel Macron. “Macron e Merz hanno posizioni molto vicine per
portare avanti questa decisione e speriamo che possano arrivare
a una conclusione questa settimana”, ha affermato Blume hce ha
auspicato un accordo europeo sulla revisione delle normative CO2
e sulle misure per rafforzare la competitività industriale.
“L’Europa dovrebbe ascoltare Francia e Germania quando si parla
di automobile”, ha concluso Blume, richiamando il ruolo
strategico dell’industria automobilistica per la competitività
europea.


   

Blume, ‘Volkswagen deve poter importare più auto sviluppate in Cina’

Volkswagen punta a poter importare in Europa più auto sviluppate in Cina, soprattutto nei segmenti in cui il gruppo tedesco non è presente oggi. Lo ha affermato il ceo Oliver Blume intervenendo al Paris Automotive Summit, aprendo alla possibilità di sfruttare le competenze maturate dal costruttore sul mercato cinese. “In futuro saremo anche in grado di esportare verso i mercati del Sud globale e, quando sarà utile, soprattutto nei segmenti in cui non siamo presenti in Europa”, ha spiegato Blume. “Negli ultimi tre-quattro anni ci siamo messi nelle condizioni di operare in Cina come un costruttore cinese”, ha sottolineato il manager. Le competenze acquisite potrebbero consentire al gruppo di ampliare l’offerta europea con modelli sviluppati in Cina, senza dover necessariamente creare nuove joint venture in Europa. “Per il momento ci sentiamo ben preparati con le capacità che abbiamo sviluppato in Cina”, ha concluso Blume.

Automobile Magazine-Italia

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