Dalla ricostruzione dei casi reali di incidente arriva la necessità di disporre di dati più completi e uniformi sul funzionamento dei sistemi di assistenza alla guida.
È uno dei temi emersi nel corso del secondo appuntamento di Autopromotec – The Dialogues, ospitato nella sede ACI di Roma e dedicato a “La sicurezza invisibile: Adas, manutenzione e cultura della prevenzione nell’era dell’auto intelligente”.
A portare l’esperienza sul campo è stato il Commissario Capo Tecnico ing. Mario Porretto, del Servizio Polizia Stradale, intervenuto sul lavoro del Laboratorio Centrale Automotive Analytics and Forensics. Nella ricostruzione di un incidente, ha spiegato, diventa infatti sempre più importante distinguere tra le azioni compiute dal conducente e quelle attivate autonomamente dal veicolo attraverso i sistemi Adas.
Un ruolo centrale è svolto dagli Event Data Recorder (EDR), dispositivi che consentono di acquisire informazioni relative ai secondi precedenti un urto e che, nei sistemi più recenti, possono fornire indicazioni anche sullo stato della frenata automatica.
Informazioni che rappresentano uno strumento importante per l’analisi degli incidenti, ma che non sempre consentono di ricostruire integralmente il contesto nel quale il sistema di assistenza ha effettuato una determinata scelta.
In particolare, dai casi analizzati emerge la difficoltà, in alcune circostanze, di stabilire con precisione la sequenza degli interventi tra sistema e conducente e di comprendere quali elementi siano stati rilevati dall’Adas nel momento in cui ha elaborato la propria risposta.
Da qui l’esigenza di arrivare a informazioni più complete e omogenee, attraverso finestre temporali di registrazione più ampie e frequenze di campionamento adeguate, ma anche attraverso la disponibilità di dati relativi agli oggetti rilevati, alla distanza, alla velocità relativa, alle condizioni dei sensori e alla risposta richiesta al veicolo.
L’esperienza maturata nell’analisi degli incidenti suggerisce inoltre di ampliare gli scenari utilizzati per verificare il comportamento dei sistemi di assistenza alla guida, includendo condizioni meno ideali e più vicine alla circolazione quotidiana. Tra queste, il fondo bagnato, la scarsa visibilità, la guida notturna, le curve, i cantieri, le gallerie e la presenza di segnaletica provvisoria.
Un ulteriore elemento di attenzione riguarda il cosiddetto override, ovvero le azioni attraverso le quali il conducente interrompe un intervento automatico e riprende il controllo del veicolo. Le modalità con cui questo avviene possono variare tra i diversi costruttori, rendendo necessario approfondire lo studio del fenomeno anche in vista di possibili riferimenti comuni. Con la crescente diffusione degli Adas, comprendere cosa sia accaduto nei secondi che precedono un incidente richiede quindi non soltanto informazioni sul veicolo e sul conducente, ma anche una conoscenza sempre più precisa di ciò che il sistema ha rilevato, elaborato e attivato.
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