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Pirelli Cyber Tyre: il pneumatico intelligente che connette auto e strada

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La mobilità sta cambiando rapidamente grazie a sostenibilità, elettrificazione, connettività e guida autonoma. In questo scenario anche il pneumatico assume un ruolo nuovo e importante. Pirelli ha sviluppato Cyber Tyre per trasformarlo in una fonte di informazioni sul rapporto tra automobile e strada. “Il pneumatico – ha spiegato Piero Misani, Chief Technical Officer Pirelli incontrando alcuni giornalisti della stampa specializzata a Napoli – rappresenta il punto di contatto diretto tra vettura e asfalto e trasferisce a terra le azioni generate dalla meccanica e dall’elettronica del veicolo. La capacità di analizzare questo contatto – ha sottolineato Misani – permette di fornire dati preziosi alle moderne auto software-defined, trasformando il pneumatico nel primo elemento di un ecosistema digitale. Il sistema raccoglie e interpreta informazioni utili per migliorare sicurezza, efficienza e prestazioni. Tra le principali applicazioni – ha aggiunto – vi è il rilevamento di fenomeni critici, come l’aquaplaning, direttamente dal punto di contatto con l’asfalto”.
    Dopo anni di ricerca, Pirelli ha sviluppato un dispositivo miniaturizzato di soli 13 grammi, composto da un sensore, una batteria e un modulo per la trasmissione dei dati. “Il dispositivo – ha affermato Corrado Rocca, Head of Cyber Tyre Unit Pirelli – deve resistere a condizioni estremamente severe e ad accelerazioni fino a 4.000 g. I dati raccolti vengono trasformati dal software in informazioni utilizzabili dalle centraline del veicolo. Grazie alla collaborazione con Bosch, il Cyber Tyre può dialogare con sistemi di sicurezza attiva come ABS, ESP e controllo di trazione. La tecnologia è stata inizialmente adottata su hypercar di marchi come McLaren, Pagani e Aston Martin, con l’obiettivo di estenderla anche a veicoli destinati a un mercato più ampio”.
    Per costruire una comprensione ancora più accurata e predittiva del comportamento dell’auto, Pirelli ha stretto un accordo con RIDEsense, spin-off dell’Università Federico II di Napoli. La collaborazione si basa sul concetto di sensor fusion: gli algoritmi del Cyber Tyre collegati al sensore fisico lavorano in tandem con i sensori “virtuali” di RIDEsense, cioè software che utilizzano modelli matematici per elaborare i dati già presenti a bordo, stimando parametri complessi come l’aderenza residua o lo stato di usura del battistrada.
  “La sfida – hanno affermato i co-CEO & co-Founder MegaRide e RIDESense, Flavio Farroni e Aleksandr Sakhnevychnon – non è raccogliere più dati, ma renderli ancora più affidabili. La ridondanza di input, raccolti tramite sensori sia reali sia virtuali, consentirà di aumentare sicurezza, robustezza e capacità decisionale dei futuri sistemi di guida autonoma”.

   

Questa ridondanza e precisione incrociata si rivelerà fondamentale per gli ADAS di domani. Proprio per rafforzare la sua posizione nell’architettura della guida autonoma, Pirelli ha recentemente investito anche in Niulinx, spin-off del Politecnico di Milano specializzato in autonomous driving, rendendo la conoscenza del contatto gomma-asfalto un pilastro per il controllo automatico del veicolo. La sensor fusion non solo genera ridondanza ma consente anche di creare nuove funzionalità. È il caso della collaborazione fra Pirelli e Univrses, società svedese di intelligenza artificiale e Computer Vision, che permette di integrare i dati raccolti da telecamere a bordo dei veicoli con quelli derivanti dai pneumatici. Questa tecnologia è già operativa per il monitoraggio delle strade della Regione Puglia e, di recente, è stata installata su alcuni veicoli del Nucleo Radiomobile di Roma dell’Arma dei Carabinieri.
    Perdita di aderenza, ghiaccio e condizioni anomale dell’asfalto possono diventare informazioni utili anche per altri utenti. Attraverso la collaborazione con Movyon, le vetture dotate di Cyber Tyre possono quindi trasformarsi in veri e propri laboratori mobili per il controllo delle strade.
    Rispetto ai tradizionali mezzi di ispezione, il sistema permette rilevazioni più frequenti, continue e capillari, fornendo dati utili anche alla programmazione della manutenzione. Il progetto si inserisce nello sviluppo delle Smart Road e della comunicazione Vehicle-to-Infrastructure. In futuro i veicoli potranno non solo trasmettere informazioni, ma anche ricevere avvisi e indicazioni dinamiche, come velocità consigliate, condizioni del traffico e caratteristiche del percorso. Il pneumatico potrà quindi diventare un vero nodo di comunicazione all’interno di un ecosistema digitale connesso.

 

 
    Il Cyber Tyre rappresenta infine una trasformazione del pneumatico da semplice componente meccanico a sensore intelligente. L’innovazione non consiste soltanto nella raccolta dei dati, ma soprattutto nella loro trasformazione in informazioni utili per sicurezza, manutenzione, efficienza e guida autonoma. Il contatto tra gomma e asfalto si prepara così a diventare uno degli elementi centrali dell’automobile del futuro.
   

Automobile Magazine-Italia

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