Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto-legge che evita il blocco della circolazione dei veicoli diesel Euro 5 nel Bacino Padano. “Grande soddisfazione” è stata espressa dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che ha poi aggiunto di non ritenere ‘green’ il provvedimento previsto dall’Ue ma semmai ‘black’. Il blocco ai veicoli diesel Euro 5 nei comuni maggiori di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna era stato deciso dal Consiglio dei ministri con un decreto legge il 7 settembre del 2023. Il blocco sarebbe scattato il primo ottobre del 2025, nei comuni sopra i 30mila abitanti. Il governo tre anni fa era intervenuto per evitare lo stop ai veicoli diesel Euro 5 deciso dalla regione Piemonte a Torino e in altri 75 Comuni dal 15 settembre 2023, a seguito di una procedura di infrazione della Commissione europea contro l’Italia e la Regione, per mancata riduzione delle polveri sottili Pm10.
Il decreto del governo del 2023 aveva rinviato il blocco in Piemonte di 2 anni, al primo ottobre del 2025, ma lo aveva esteso anche alle altre Regioni padane, impegnandole ad aggiornare i loro piani per la qualità dell’aria. Nel luglio del 2025 tuttavia, con un emendamento al decreto legge Infrastrutture sostenuto dal ministro Matteo Salvini, il Consiglio dei ministri aveva rinviato il blocco dei diesel Euro 5 nelle quattro regioni del Nord al primo ottobre del 2026, e solo nei Comuni sopra i 100mila abitanti. Inoltre, aveva dato la possibilità alle Regioni di evitare il blocco con l’adozione di misure anti-inquinamento. Nel giugno di quest’anno, il Piemonte ha rinviato di un anno il blocco degli Euro 5, al primo ottobre del 2027, grazie a un pacchetto di misure compensative: 14 milioni di euro per incentivare i biocarburanti Hvo sul trasporto pubblico e sulle auto diesel, altri 14,4 milioni di incentivi per la manutenzione degli impianti di riscaldamento più vecchi e per le biomasse.
A settembre, anche Veneto ed Emilia Romagna hanno rinviato il blocco al primo ottobre 2027. Il Veneto ha previsto la fissazione di un tetto alle temperature del riscaldamento di uffici e negozi, la possibilità di agevolare lo smartworking di alcune categorie di dipendenti pubblici, agevolazioni per il tpl e nuovi eco-incentivi. L’Emilia Romagna ha previsto il rinvio al primo novembre dell’accensione degli impianti di riscaldamento nelle aree di pianura, l’estensione dalle 8 alle 19 delle limitazioni alla circolazione dei veicoli privati nei giorni di bollino rosso per lo smog, limiti all’utilizzo di riscaldamento a biomasse, un progetto da dieci milioni per incentivare la sostituzione degli impianti di riscaldamento con pompe di calore e impianti fotovoltaici.
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