Flotte auto, fisco rallenta il rinnovo: cresce l’elettrico, telematica non decolla

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La complessità del sistema fiscale frena il rinnovo delle flotte aziendali in Italia, mentre prosegue l’elettrificazione dei parchi auto e resta limitata la diffusione della telematica. È quanto emerge da un’instant survey presentata al Fleet Motor Day, evento di riferimento per il settore della mobilità aziendale.
    L’edizione 2026 della manifestazione ha registrato numeri record, con oltre 980 partecipanti, 380 fleet e mobility manager e 65 marchi automobilistici presenti. Nel corso dell’evento sono stati effettuati più di mille test drive sui circuiti dell’autodromo di Vallelunga, a conferma del ruolo centrale delle flotte aziendali nella transizione della mobilità.
    Lo studio, condotto su 48 fleet e mobility manager per un totale di oltre 82mila veicoli gestiti, evidenzia come il fisco rappresenti il principale ostacolo operativo: oltre il 40% dei rispondenti segnala criticità nel calcolo dei nuovi fringe benefit, mentre incidono anche le difficoltà legate alla riassegnazione dei veicoli e alla gestione delle ricariche domestiche delle auto elettriche, soggette a doppia tassazione.
    Nonostante il quadro normativo complesso, l’elettrificazione delle flotte avanza: il 71% delle aziende ha già introdotto in modo significativo veicoli elettrificati, spinte soprattutto da motivazioni ambientali, incentivi fiscali e obiettivi ESG. Permane tuttavia una criticità normativa che penalizza le motorizzazioni full hybrid, attualmente equiparate a benzina e diesel.
    Resta invece ancora poco diffusa la telematica, adottata solo da una quota limitata di imprese per finalità di efficienza e riduzione dei costi. Tra i principali ostacoli emergono le questioni legate alla privacy, i rapporti sindacali e gli investimenti necessari, mentre si guarda all’intelligenza artificiale come possibile leva per favorirne l’utilizzo.
    Nel corso dei lavori, il direttore generale di Unrae, Andrea Cardinali, ha sottolineato come “il 2026 mostra segnali positivi, ma il contesto resta fragile e i volumi sono lontani dal pre-pandemia, con una stima intorno al -20%”. Cardinali ha inoltre evidenziato che “una revisione della deducibilità delle auto a uso promiscuo e pool potrebbe generare oltre 100mila nuove immatricolazioni a basse e zero emissioni, rappresentando un moltiplicatore più efficiente degli incentivi”.
    Dalle associazioni di settore arriva anche la richiesta di maggiore stabilità normativa. “Per le imprese italiane serve un quadro fiscale più equo e soprattutto stabile nel tempo”, ha osservato il direttore di Aniasa, Giuseppe Benincasa, mentre Federico Di Paola, presidente di Best Mobility, ha ribadito la necessità di “regole più coerenti che permettano di pianificare investimenti nel lungo periodo”.    

Automobile Magazine-ITALIA