“Quella sugli autovelox è un’operazione trasparenza che ho voluto da Ministro, da genitore, nel nome della sicurezza stradale, e da automobilista”. A parlare è Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, intervenendo sui controlli in corso sugli autovelox in Italia. “Non c’era un censimento, cioè non si sapeva quanti fossero, si narrava che fossero più di 10.000 – ha aggiunto – Ma abbiamo chiesto ai Comuni di inserire indirizzo, anno e omologazione, e siamo arrivati a neanche 4.000“.
Salvini sul censimento degli autovelox
Non tutti al passo con le norme attuali però. “Di questi, con l’omologazione, secondo le regole, ce ne sono la metà. I Comuni hanno tempo per inserire, omologare, aggiornare. Però il dispositivo, e c’è nel nuovo Codice della Strada, può essere messo, anzi deve essere messo, dove c’è un punto pericoloso, dove c’è una scuola, dove c’è un ospedale. Abbiamo semplicemente eliminato gli autovelox furbetti o irregolari. E quindi abbiamo messo un po’ di ordine“, ha spiegato Salvini.
Neanche 4.000 dispositivi registrati
Che si è poi rivolto direttamente a tutti i sindaci d’Italia: “Se inseriscono i loro dispositivi e rispondono ai requisiti previste dalla legge, non avranno alcun tipo di problema. Quelli che usavano gli autovelox a ripetizione, nascosti, camuffati, per fare cassa non ci saranno più“. Ricordiamo che la recente iniziativa del Mit per regolamentare l’uso degli autovelox sul territorio nazionale ha sollevato diverse preoccupazioni e aspettative. Attualmente, su un totale di circa 11.000 autovelox informalmente rilevati, solo 3.800 sono stati registrati sulla piattaforma telematica avviata a fine settembre. Di questi, poco più di un migliaio soddisfano automaticamente i requisiti di omologazione.
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