Il nome della marca britannica Jensen, attiva con diverse modalità fra il 1931 e il 2002, e celebre per i suoi modelli (come la Interceptor e la FF) che univano eleganza, prestazioni e innovazione tecnica tecniche dovrebbe finalmente tornare sul mercato con una riedizione della iconica GT. La conferma arriva da un comunicato e da una immagine teaser che sono stati diffusi dalla Jensen International Automotive (Jia) azienda con sede nel Regno Unito (sostenuta da Charles Dunstone, fondatore di Carphone Warehouse) e già conosciuta nel mondo degli appassionati della marca per gli accurati restauri e per alcuni esemplari ‘restomod’. Il progetto di Jia, come si può notare dall’unica immagine, punta su una rivisitazione in chiave moderna delle linee della originale Interceptor che, va ricordato, era non solo una coupé e una cabrio ma anche una hatchback due porte con portellone e quattro posti. Come indicato dalla nuova azienda la costruzione della futura Jensen prevede ampio uso dell’alluminio e la presenza di un non meglio precisato motore V8. La storia dell’aziende è stanzialmente legata ai modelli Interceptor (magistralmente disegnata nel 1966 dalla carrozzeria Touring) e FF a trazione integrale. Era stata fondata nel 1934 dai fratelli Alan e Richard Jensen e, dopo un periodo iniziale passato lavorando e modificando modelli di serie, la loro grande occasione arrivò quando costruirono un’auto su misura per la star di Hollywood Clark Gable utilizzando un motore Ford V8, che portò a un accordo di produzione con l’Ovale Blu. La Jensen svolse anche una intensa attività di appaltatore, realizzando carrozzerie per l’Austin-Healey 100, la Sunbeam Tiger e la prima Volvo P1800. Nel 1962, Jensen lanciò la C-V8 con carrozzeria in fibra di vetro e dotata di motore Chrysler V8.
Anche per la successiva Interceptor venne egualmente scelto un V8 Chrysler da 6,3 o 7,2 litri. E la qualità tecnica delle costruzioni Jensen venne ulteriormente esaltata con la successiva variante FF (Ferguson Formula) prima auto di serie al mondo (non fuoristrada) ad essere dotata di trazione integrale e antibloccaggio per i freni (ABS). Dopo il ritiro dei fratelli Jensen alla fine degli Anni ’60, il controllo passò al distributore americano Kjell Qvale, nome noto anche in Italia perché operò a Modena come Qvale Automotive Group tra il 1999 e il 2001. E’ del 1972 la collaborazione con Donald Healey che portò alla produzione in oltre 10mila unità della sportiva Jensen-Healey con un motore 2.0 Lotus. Colpita dalla crisi petrolifera del 1973, che mise in crisi le vendite delle auto com motori V8 assetati di benzina (ma anche da controversie sindacali) l’azienda originaria finì in amministrazione controllata e chiuse i battenti nel maggio 1976. Negli Anni ’90 Ian Orford rilanciò il marchio per produrre un numero limitato di Interceptor Serie IV S-V8 (costruite tra il 1998 e il 2002): Nel 1998 sotto un nuovo assetto societario vennero costruite circa 30 unità della Jensen S-V8 con motore Ford prima di fermare di nuovo l’attività nel 2002.
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