Delusione Red Bull
Nonostante qualche lampo momentaneo di felicità, raggiunto grazie ai quattro podi conquistati da Max Verstappen, il 2026 del team Red Bull è stato finora deludente. Il team di Milton Keynes non è riuscito a muoversi dal ruolo di quarta forza in griglia, l’ultimo tra i top-team, e il weekend di Zandvoort ha dimostrato ancora di più come gli ultimi aggiornamenti portati da Ferrari e McLaren stiano facendo precipitare la scuderia diretta da Laurent Mekies sempre più lontano dalla battaglia per il podio. Ci sono concrete possibilità che questa stagione sia la prima per la Red Bull dal lontano 2015 a concludersi senza neppure una vittoria.
Chi conosce meglio forse di chiunque altro le dinamiche che governano il team anglo-austriaco è Helmut Marko, storico ex consulente del team – e legatissimo a Max Verstappen – che ha lasciato la scuderia al termine della stagione 2025, aggiungendosi all’elenco di nomi illustri che hanno fatto la storia di questa scuderia e che negli ultimi due anni hanno dovuto o voluto fare le valigie. Alla viglia del weekend di Monza Marko ha rilasciato un’intervista al sito austriaco Oe24 e non è stato particolarmente tenero con la sua ex squadra. In particolare, l’ex talent scout della Red Bull ha puntato il dito contro gli errori emersi nello sviluppo della RB22.
Sviluppi inefficaci
“La Red Bull non ha iniziato poi così male la stagione – ha osservato Marko – ma poi le cose hanno preso una piega negativa. Se si segue due volte la direzione sbagliata nello sviluppo, la situazione diventa difficile dal punto di vista finanziario, viste le norme sul tetto di spesa“. Parole che pesano e che lasciano intendere come per Red Bull sarà molto difficile riuscire a raddrizzare l’andamento di questo campionato e prendersi anche solo qualche soddisfazione parziale.
Marko ha però indicato tre piste secondo cui, con un po’ di fortuna, Verstappen e la Red Bull potrebbero quantomeno pensare di competere per la vittoria, anche se poi conquistarla è un discorso molto diverso: “Monza arriva troppo presto. Su un circuito corto come quello di Zandvoort il ritardo era di quattro o cinque decimi: è un’eternità. Sarà difficile vincere. Forse le possibilità maggiori ci sono in Texas, a Las Vegas o in Messico“, ha chiosato.







