Pneumatici, la data di produzione non conta: l’importante è lo stoccaggio

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Vero o falso? Pneumatici migliori quelli appena prodotti rispetto a quelli sullo scaffale da un paio d’anni; le gomme più nuove si montano all’anteriore; la pressione di gonfiaggio non incide troppo sui consumi dell’auto. Sono questi tre miti di credenza popolar-automobilistica che Assogomma, l’associazione nazionale dei produttori di pneumatici, ha cercato di sfatare in una giornata di test in pista a Varano de’ Melegari, nell’ambito della poliennale iniziativa Pneumatici sotto Controllo. Un test che ancora una volta dimostra l’importanza della manutenzione corretta delle gomme.
    I risultati, infatti, non lasciano spazio a dubbi.
    Primo falso mito: stessa auto, un’Alfa Romeo Giulia, stesso modello di coperture, dei Michelin Pilot Sport 4S, un treno appena prodotto e uno sfornato dalla fabbrica tre anni fa: risultato in frenata su fondo asciutto pressoché identico. A 70 km/h 16,72 metri per arrestarsi per il primo, 16,84 metri il secondo, a 90 km/h 27,58 metri per il più nuovo, 27,63 per il più ‘anziano’. La spiegazione deriva dall’evoluzione tecnologica: le principali industrie europee di pneumatici hanno progressivamente introdotto nuovi tipi di anti invecchianti nelle mescole. Si tratta di componenti che hanno costi importanti (nell’ordine di diversi punti percentuali di incremento) e che possono variare a seconda del tipo di prodotto. Il risultato, però, è sorprendente: gomme nuove di tre anni si comportano come gomme nuove appena prodotte, a patto di essere state conservate a dovere dal gommista, in un ambiente con temperatura e umidità costante, al riparo dai raggi diretti del sole (e sistemati su rastrelliere, verticalmente, uno di fianco all’altro.) come previsto dalle raccomandazioni ETRTO scaricabili dal sito www.pneumaticisottocontrollo.it.
    Stesso livello di prestazioni, su Alfa Romeo Giulia, con pneumatici Pirelli Cinturato P7 la frenata sul bagnato anche in questo caso è pressoché identica: a 50 km/h 10,36 metri per arrestarsi per il pneumatico prodotto nel 2025, 10,04 metri quello prodotto 2 anni prima. A 70km/h abbiamo spazi di arresto di 19,31 metri per il pneumatico più nuovo, 19,40 metri per il più ‘datato’.
    Secondo falso mito: test di handling sul bagnato con pneumatici quasi lisci, dei Goodyear Efficiency su Alfa Romeo Giulietta, spessore a 2,5 mm (‘raspati’ da nuovi per avere superficie uniforme), montati prima all’anteriore poi al posteriore e passaggi in curva a 60 e a 80 km/h. Con le gomme più nuove al retrotreno la sicurezza risulta superiore, perché l’auto avvisa prima della perdita di aderenza dell’anteriore e il retrotreno non fa brutti scherzi. Con la coppia più nuova davanti il veicolo inizia la curva meglio ma il retrotreno diventa ballerino ed evitare di andare a sbattere diventa questione di fortuna.
    Terzo falso mito: alla guida di Una Stelvio turbodiesel 10 giri del circuito di Vairano per un totale di 22.700 metri, con montati dei Continental EcoContact 6: con la pressione degli pneumatici inferiore di 0,5 bar rispetto a quanto consigliato dal Costruttore sono stati rilevati consumi medi superiori fino al 20% in più. In sintesi, consumi maggiori ma anche maggior inquinamento ed un consumo meno regolare dello pneumatico stesso. Anche la prova di handling con pneumatici sottogonfiati (delle Giulia Quadrifoglio Verde con Bridgestone Potenza Sport Evo) conferma a livello sensazioni, le differenti reazioni dell’auto con pressione inferiore a quella raccomandata.
    “L’obiettivo della giornata di oggi – chiarisce Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma – è diverso da quelli che abbiamo perseguito nelle iniziative passate. Vogliamo sfatare qualche mito, qualche convinzione assolutamente sbagliata. Uno dei principali è proprio quello della data di fabbricazione dello pneumatico che non è il Dot, sigla che attiene al mercato americana e che contiene la settimana di fabbricazione di quel lotto. La data di fabbricazione non ha nulla a che vedere con una data di scadenza che non esiste, perché non ha ragion d’essere. Anche a fronte di date di fabbricazioni diverse le prestazioni non cambiano, come abbiamo dimostrato con questa giornata di test. Si rilevano prestazioni identiche, con medesime performance a distanza di anni di produzione. Tutto questo va a garanzia del consumatore”.
   

Automobile Magazine – ITALIA