Si allunga lo stop alla
produzione
negli stabilimenti
automobilistici giapponesi colpiti dal grave terremoto di fine
luglio nella prefettura di Kumamoto, con conseguenze che si
estendono oltre la regione del Kyushu, nel sud-ovest del
Giappone. Toyota, Nissan e Daihatsu inizialmente hanno dovuto
prolungare fino allo scorso venerdì la sospensione delle
attività in alcuni impianti e la produzione di determinati
modelli, a causa delle interruzioni nella catena di fornitura
per i danni subiti dalle aziende partner e dai vari problemi
logistici. Gli effetti si sono fatti sentire anche negli
stabilimenti dell’isola principale di Honshu, con alcune case
automobilistiche che hanno dovuto ritardare la ripresa delle
operazioni. La parte settentrionale della regione del Kyushu
rappresenta uno snodo cruciale dell’industria automobilistica
nipponica. Secondo l’Ufficio regionale del ministero
dell’Economia e dell’Industria, l’area concentra quasi il 15%
della produzione automobilistica nazionale e ospita oltre mille
aziende collegate al settore, con le case automobilistiche e i
fornitori di componenti che hanno costruito negli anni catene di
approvvigionamento complesse e altamente integrate.
2026-08-12 13:51:00
Automobile Magazine-ITALIA






