GWM, il sesto produttore cinese con oltre 1,8 milioni di esemplari di veicoli circolanti al di fuori del mercato cinese, entra nel mercato italiano dei C-Suv con la ORA 5, già ordinabile negli show-room del territorio e proposta con motorizzazioni 1.5 turbo benzina da 160 CV, elettrica da 204 CV e full hybrid da 223 CV. Ansa Motori ha guidato questa variante per una prima presa di contatto nei pressi del lago di Garda.
Lunga poco meno di 4,5 metri, si distingue per una design che unisce un gusto retrò nel frontale, dove è innegabile un richiamo ai gruppi ottici della Porsche 911, ad una zona posteriore che vede le firme luminose integrate direttamente nella parte bassa del lunotto. Gli uomini del brand definiscono questo linguaggio stilistico retro-chic ed indicano nelle forme fluide ispirate alla natura la ricerca di uno stile che possa essere al contempo espressivo ed aerodinamico. In effetti, il Cx della versione elettrica arriva a 0,26 e per comprendere la cura dei dettagli basta notare come è stato integrato il tergilunotto nello spoiler posteriore, che è impossibile da vedere quando non è in funzione. Tondeggiante e spigliata, la GWM ORA 5 ispira simpatia, soprattutto quando indossa una livrea chiara, con un “celeste confetto”, come l’esemplare che abbiamo guidato.
All’interno lo spazio non manca e con 2,72 metri di passo ed un pavimento che consente movimenti anche a chi siede al centro, si può viaggiare tranquillamente anche in cinque. Il bagagliaio ha una forma regolare, una capacità che, tra le varie versioni, va da poco meno di 400 litri a circa 420 litri e consente di soddisfare le esigenze di una famiglia. Gli interni hanno una buona qualità, con materiali morbidi ed buoni accoppiamenti, anche se qualche finitura è migliorabile, mentre il disegno della plancia richiama quello di altri brand asiatici sbarcati di recente sulle nostre latitudini, fatta eccezione per qualche dettaglio reso originale, come il trattamento delle bocchette d’areazione e dei comandi nella parte bassa della plancia in argento cromato, segno che qualche tasto fisico sta facendo ritorno anche tra i costruttori cinesi. Due gli schermi, uno per la strumentazione digitale, da 10,25 pollici ed un altro per l’infotainment, situato in posizione centrale, da 14,6 pollici.
Quest’ultimo è particolarmente reattivo, grazie al Chip System 7nm Qualcomm Snapdragon 8155P del sistema multimediale che ha 16GB di Ram e 126GB di memoria. Certo, le informazioni da gestire sono molte e bisogna farci l’abitudine, per cui il consiglio è quello di scoprire le varie voci dell’infotainment a vettura ferma.
Una volta in marcia, il sistema full hybrid in accelerazione fa sentire tutti i suoi 223 CV forniti dal comparto elettrico associato ad un motore termico 1.5 turbo benzina sviluppato all’interno del gruppo appositamente per questa piattaforma, con combustione ottimizzata tramite condotti di aspirazione a ventre di pesce per migliorare il rapporto di turbolenza. Un propulsore che presenta una riduzione dell’attrito nei pistoni ed utilizza olio a bassa viscosità per risparmiare energia. In questo modo, promette un’autonomia generale di oltre 1000 km e consumi nell’ordine dei 5,1l/100 km, ma, al contempo, offre uno spunto di 7,7 secondi nello 0-100 km/h. Alla GWM hanno lavorato molto su questa power unit ed hanno scelto la soluzione del cambio a due rapporti, che si distingue da quella di Honda, con rapporto fisso, da quella di Toyota con meccanismo epicicloidale e da quella di Renault con il cambio multimodale. La batteria è da 1,09 kWh e il motore elettrico principale è quello che avvia la marcia e tende ad essere protagonista a bassa velocità, con il termico che, in queste situazioni, diventa un generatore, anche se l’entrata in funzione si avverte nettamente nel traffico.
Poi, quando il percorso richiede più spinta, come nei tratti extraurbani veloci, il termico diventa protagonista, supportato sempre dall’elettrico. In base ai dati del computer di bordo, complice un percorso che ha rigorosamente tenuto la velocità anche al di sotto di quella imposta dal codice della strada, i dati di consumo appaiono veritieri, mentre con 223 CV la spinta è decisamente importante rispetto alle altre vetture che utilizzano questa soluzione tecnica, quasi con un piglio sportivo, per cui avremmo desiderato ulteriore reattività e prontezza dallo sterzo, ma questo comando, così come l’assetto, ha una taratura pensata anche per offrire un comfort di marcia adeguato ad un’auto da utilizzare tutti i giorni. Una vettura che non rinuncia agli aiuti alla guida anche nell’allestimento d’ingresso, il quale annovera tutti gli ADAS di ultima generazione nella dotazione di serie. Inoltre, la ORA 5, presenta anche l’airbag centrale tra i sedili anteriori per offrire un’elevato livello di sicurezza passiva.
L’offerta lancio offre la variante full hybrid nell’allestimento più ricco, denominato premium, che ha un prezzo di 30.600 euro, allo stesso costo del modello d’ingresso, la versione 1.5 turbo benzina da 160 CV nell’allestimento Origin, che ha un listino di 26.950 euro, e aggiunge anche 3 anni di manutenzione ordinaria inclusi nella cifra d’acquisto.
Automobile Magazine – ITALIA
2026-07-06 09:05:00





















