Il governo italiano, Pirelli e i
suoi azionisti stanno valutando nuove soluzioni per affrontare
il nodo della partecipazione del gruppo cinese Sinochem nel
capitale della società, alla luce delle imminenti restrizioni
statunitensi sui componenti tecnologici riconducibili a
interessi cinesi. Lo riporta il Financial Times. “Roma sta
valutando un nuovo intervento mentre entrerà in vigore a marzo
il divieto di Washington su hardware e software sostenuti dalla
Cina che interagiscono con le auto negli Stati Uniti”, scrive il
quotidiano. Sinochem è il principale azionista di Pirelli con
una quota del 34% e il gruppo italiano “potrebbe perdere
l’accesso al mercato statunitense, che rappresenta un quinto dei
suoi ricavi”.
Negli Usa Pirelli vende principalmente pneumatici premium di
punta con tecnologia proprietaria integrata. Secondo il
Financial Times, “negli ultimi mesi funzionari statunitensi
hanno fatto pressione su Roma affinché limiti l’influenza di
Sinochem sulla società”. Il quotidiano riferisce inoltre che il
management di Pirelli ha cercato di porre fine a una vicenda che
si trascina da tempo, presentando a Sinochem diverse opzioni,
inclusa la vendita della partecipazione. Tuttavia, “i dirigenti
del gruppo cinese controllato dallo Stato non si sono
inizialmente impegnati”. Il mese scorso Sinochem ha nominato Bnp
Paribas come consulente per esplorare opzioni di vendita”,
riporta Ft, aggiungendo che Pirelli e Sinochem hanno rifiutato
di commentare.
In caso di mancato accordo, l’ipotesi estrema resterebbe un
intervento diretto dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
Secondo l’Ft, “l’ultima risorsa sarebbe la sospensione dei
diritti di voto di Sinochem da parte del governo Meloni, in base
alla normativa sui ‘poteri speciali’ che consente di imporre
limiti o veti agli investimenti stranieri in asset strategici”.
Il 30 dicembre il ministro delle Imprese e del Made in Italy
Adolfo Urso – ricorda l’Ft – ha dichiarato che il governo ha
lavorato per riportare le parti al tavolo delle trattative: “È
positivo che le parti abbiano ora ripreso il dialogo”, ricorda.
In precedenza Urso aveva assicurato che l’Italia avrebbe “fatto
la sua parte per garantire che l’azienda non venga esclusa dai
mercati internazionali”.
Automobile Magazine – Italia























