Il lancio di una nuova Ferrari
rappresenta sempre un momento particolare nel mondo automotive,
ma quello della nuova Luce va oltre, perché è la prima elettrica
del Cavallino Rampante e porta in dote elementi mai visti prima
su una vettura made in Maranello. Infatti, è la prima Ferrari ad
avere 5 sedili, la prima a poter disporre di una trazione
integrale elettrica e del sottotelaio elasticizzato, senza
contare che vanta oltre 60 brevetti e uno stile di rottura.
Alla Vela di Calatrava, a Roma, ANSA Motori ha avuto
l’occasione di vederla in anteprima per scoprire un design privo
di interruzioni, fluido, compatto, per via della linea di
cintura alta, dove i fari sono inglobati nelle forme per
palesarsi in maniera evidente al momento dell’accensione e in
cui la glass house, una linea che unisce anteriore e posteriore
nella vista laterale, crea un effetto conchiglia nella zona
superiore verniciata in nero. L’architettura elettrica ha
consentito di avere sbalzi ridotti, a tutto vantaggio per
l’abitabilità,
Una Ferrari così non si era mai vista prima, inutile cercare
una continuità stilistica con le creazioni del centro stile del
Cavallino capitanato da Flavio Manzoni, perché Luce è stata
affidata al collettivo di design LoveFrom diretto da Jony Ive e
Marc Newson. La forma però, come su ogni Ferrari, segue la
funzione. Così il coefficiente aerodinamico è il migliore di
sempre per una Ferrari, circa 0,25, ottenuto con le griglie
attive, e le sospensioni attive che abbassano l’auto di 10 mm
all’anteriore in velocità. Scegliendo i cerchi aerodinamici con
design a turbina, inoltre, la resistenza all’avanzamento si
riduce del 5%. Anche i tergicristalli, che si ergono
parallelamente ai montanti anteriori, sono funzionali.
Lunga oltre 5 metri, si apre solamente nella zona posteriore,
non ha un frunk anteriore, ma i quasi 600 litri del bagagliaio
sono più che sufficienti per viaggiare con valige al seguito. Le
portiere posteriori si aprono controvento, con un tocco
prolungato su un pulsante in stile Purosangue. L’assenza di
tunnel centrale e i tre sedili singoli fanno sì che dietro
possano trovare posto comodamente 3 adulti, che hanno a
disposizione un display per visionare informazioni dinamiche e
gestire il climatizzatore.
Ma è davanti che la Luce racconta qualcosa di nuovo, perché
il volante forma un corpo unico con le palette e la
strumentazione, che dalle parti di Maranello chiamano binnacle.
Questa annovera due display dalla grafica classica per
tachimetro e indicatore della potenza erogata e un altro display
multifunzione da cui visionare voci differenti: dalla forza G
alla pressione degli pneumatici montati su cerchi da 23 pollici
all’anteriore e da 24 pollici al posteriore. Al centro della
plancia c’è il pannello principale da circa 10 pollici, che si
muove a destra e a sinistra utilizzando una sorta di maniglia e
mixa tasti fisici a uno schermo touch. Nella parte destra di
quest’ultimo c’è un altro display multifunzione, il multigraph,
che può trasformarsi in orologio, cronometro o bussola. Il
pannello superiore, sul cielo dell’auto, consente di attivare il
launch control.
Una volta a bordo la sensazione è di spazio totale. La chiave
scende sul tunnel centrale e trasferisce il giallo Modena tipico
del logo Ferrari alla strumentazione, è il segnale che la Luce è
accesa ed è pronta a partire. A livello dinamico salta
all’occhio l’erogazione dei quattro motori elettrici sincroni a
magneti permanenti con flusso radiale, uno per ruota, capaci di
erogare nell’insieme 1050 CV e di far scattare la Luce da 0 a
100 km/h in 2,5 s, da 0 a 200 km/h in 6,8 s e di farle
raggiungere una velocità massima di 310 km/h. Questi propulsori
sono alimentati da una batteria capace di abbassare il centro di
gravità di 95 mm rispetto a Purosangue.
L’accumulatore è formato da 15 moduli, ognuno con 14 celle
con anodo in grafite e catodo in nichel-manganese-cobalto, ha
una capacità di 122 kWh con cui promette un’autonomia di oltre
530 km e può recuperare 70 kWh in 20 minuti da una stazione a
corrente continua da cui accetta fino a 350 kW di potenza. La
struttura solidale alla scocca è pensata per consentire di
alloggiare anche un’altra tipologia di celle in futuro, man mano
che vengono sviluppate nuove soluzioni nel campo delle batterie,
per cui Luce potrà essere aggiornata nel tempo, è un’auto fatta
per durare, come tutte le Ferrari, e può contare su una garanzia
di 8 anni a chilometraggio illimitato per il suo accumulatore.
Nel portafoglio tecnologico della Luce però ci sono anche le
sospensioni attive derivate dalla F80, l’assale posteriore
sterzante indipendente e la trazione integrale elettrica, con la
gestione della coppia che favorisce la motricità e modella i
fenomeni di sottosterzo e sovrasterzo lavorando,
rispettivamente, sul differenziale di coppia posteriore ed
anteriore. Mentre il differenziale posteriore virtuale filtra
ogni disturbo proveniente dal manto stradale sul dritto. Alla
regia dei controllori della Luce, racchiusi nel Side Slip
Control X, c’è la nuova Vehicle Control Unit che effettua
aggiornamenti 200 volte al secondo.
Infine, come ha spiegato Gianmaria Fulgenzi, chief product
development officier, a due brevetti è affidato il compito di
rendere l’auto elettrica del Cavallino non meno coinvolgente dei
modelli termici. Il primo regala alla Luce una sua voce
meccanica, reale, enfatizzando le vibrazioni più nobili
provenienti dagli organi rotanti e diffondendoli con un sistema
di amplificazione interno ed esterno, alla stregua di una
chitarra elettrica. Il secondo consente al guidatore di
aumentare la richiesta di coppia tramite la paletta destra, e di
intervenire sul recupero di energia con quella sinistra per
incrementare la decelerazione. Non è un cambio, ma qualcosa che
lo sostituisce. E, forse, anche di più.
Automobile Magazine – ITALIA






















