Trasformare i veicoli a fine vita in una fonte di nuove risorse e sviluppare un modello industriale per un’economia circolare dell’auto. È stata questa la strategia presentata da The Future is Neutral ad Automechanika 2026, svoltasi a Francoforte dall’8 al 12 settembre.
La società, controllata da Renault Group e Suez, ha riunito le competenze di The Remakers, Gaia, Indra Automobile Recycling e del partner Opisto, mostrando attività che coprono diverse fasi della filiera, dal recupero dei veicoli e dei componenti fino al riciclo dei materiali e alla rigenerazione.
Secondo le analisi di The Future is Neutral, ogni anno in Europa arrivano a fine vita quasi 8 milioni di veicoli, che possono rappresentare una fonte di materie prime recuperabili.
L’obiettivo dell’azienda è sviluppare soluzioni rivolte non soltanto a Renault Group, ma anche agli altri costruttori e agli operatori della filiera automotive.
Tra le novità presentate alla rassegna tedesca c’è la nuova offerta di rigenerazione industriale di The Remakers per il motore elettrico destinato alle Renault Mégane, Scenic e Master.
Il componente viene riportato a condizioni dichiarate equivalenti al nuovo, con un prezzo medio inferiore di circa il 30% rispetto a un motore nuovo. L’offerta amplia la gamma di componenti rigenerati per veicoli elettrici, che comprende già il motore 5A e il Power Electronic Controller.
The Remakers ha inoltre presentato i risultati di uno studio sul ciclo di vita dei componenti rigenerati, realizzato con la società di consulenza Quantis secondo gli standard ISO e sottoposto a una revisione critica indipendente. L’analisi ha preso in considerazione otto famiglie di componenti e cinque indicatori ambientali: cambiamento climatico, utilizzo di risorse minerali e metalli, acidificazione, eutrofizzazione delle acque dolci e formazione di ozono fotochimico.
I risultati indicano che, tra le famiglie analizzate, i componenti destinati ai veicoli elettrici presentano i maggiori benefici ambientali. Secondo lo studio, la rigenerazione dei motori elettrici riduce l’impatto ambientale di almeno il 67% in tutti e cinque gli indicatori considerati, mentre per l’elettronica di potenza dei veicoli elettrici la riduzione è di almeno il 47%. I risultati sono legati in particolare all’elevato riutilizzo di materiali caratterizzati da un significativo impatto ambientale, come rame e componenti elettronici.
L’analisi evidenzia benefici anche per i componenti dei veicoli con motore termico, oltre che per cambi manuali e trasmissioni ibride, con riduzioni dell’impatto nelle categorie ambientali esaminate.
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