“Non sarà colpa della
Commissione europea se gli acquirenti pubblici preferiranno
autobus cinesi ad autobus europei, perché nel testo c’è ogni
possibilità di dare la preferenza agli autobus europei”. Lo ha
detto il vicepresidente esecutivo della Commissione europea
Stéphane Séjourné, illustrando il nuovo quadro di preferenza
europea previsto dalla riforma degli appalti pubblici.
Bruxelles, ha spiegato, vuole chiarire le regole esistenti
affinché amministrazioni locali, regionali e nazionali possano
applicare più facilmente criteri di preferenza europea e, nei
limiti degli impegni internazionali dell’Ue, “restringere o
respingere” offerte provenienti da Paesi che non hanno accordi
sugli appalti pubblici o non rispettano obblighi internazionali.
“Non vogliamo imporre obblighi o limitazioni, vogliamo
offrire opportunità e possibilità”, ha precisato. Le
amministrazioni, ha aggiunto, “non potranno più dire” di non
poter scegliere prodotti Made in Europe: “Stiamo dando agli
acquirenti pubblici la possibilità di comprare europeo” e la
scelta su come spendere il denaro pubblico potrà diventare anche
un tema di “responsabilità” politica davanti agli elettori.
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