Orecchini (Luiss Business School): sull’elettrico pesa più la percezione che la realtà

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“Era il momento di raccontare l’auto
elettrica da un punto di vista diverso, andando oltre l’elenco
delle barriere e provando a capire come viene davvero percepita
dagli italiani”. Così Fabio Orecchini, direttore
dell’Osservatorio Auto e Mobilità della Luiss Business School,
presenta la ricerca “L’Italia e l’auto elettrica: tra percezioni
e consapevolezza”, presentata a Villa Blanc, che analizza il
divario tra l’interesse potenziale verso i veicoli elettrici e
le scelte di acquisto reali.

   
In un mercato in cui l’auto elettrica rappresenta circa il
5% delle immatricolazioni, ben al di sotto della media europea,
lo studio ha scelto di concentrarsi non tanto sugli ostacoli
strutturali, quanto sulle percezioni dei non possessori e sulle
consapevolezze di chi già utilizza un’auto elettrica. “Abbiamo
voluto osservare il lato ‘software’ della transizione – spiega
Orecchini – cioè i comportamenti, le aspettative e le narrazioni
che influenzano le decisioni delle persone”.

   
La ricerca si distingue per un approccio metodologico
innovativo, che combina un’indagine quantitativa tradizionale
con un’analisi qualitativa basata su risposte aperte, elaborate
grazie a modelli avanzati di Intelligenza Artificiale sviluppati
internamente dalla Luiss Business School. “Grazie a questi
strumenti – sottolinea Orecchini – siamo riusciti ad analizzare
in modo sistematico contenuti che finora era difficile trattare,
individuando pattern tematici e sfumature interpretative con
maggiore precisione e neutralità”.

   
Dall’analisi emerge con chiarezza che il vero nodo della
transizione non è solo tecnologico o economico, ma risiede nel
gap tra percezione e consapevolezza. Dove l’informazione è
frammentata o manca l’esperienza diretta, prevalgono timori e
incertezze; dove invece l’auto elettrica viene utilizzata
quotidianamente, molte barriere si attenuano e l’esperienza
risulta spesso positiva.

   

Automobile Magazine – Italia