La Commissione europea ha imposto dazi definitivi tra il 4,3% e il 45,3% sugli pneumatici per autovetture e autocarri leggeri importati dalla Cina. La decisione è stata pubblicata martedì, a seguito di un’indagine che ha accertato che le importazioni arrivano in Ue prezzi di dumping “causando un pregiudizio all’industria Ue che impiega oltre 80mila persone in 14 Paesi Ue”, commenta Bruxelles. Secondo le stime Ue, nel 2024 il consumo di pneumatici oggetto di indagine ammontava a circa 330 milioni di unità, in un mercato del valore di oltre 18 miliardi di euro. Le importazioni dalla Cina in quell’anno hanno toccato i 93 milioni di unità (per un valore di oltre 2,5 miliardi di euro), pari a una quota di mercato del 28%. Da parte Ue è in corso un’indagine parallela antisovvenzioni sulla stessa tipologia di prodotti, che si concluderà a dicembre.
La procedura, che era partita dall’indagine anti dumping di Bruxelles sui pneumatici TC4 prodotti in Cina, ha portato a una struttura tariffaria a tre livelli: con dazi che variano sostanzialmente a seconda del grado di collaborazione dei produttori ed esportatori cinesi durante l’indagine. Le aziende che hanno fornito le informazioni richieste dalla Commissione, viene spiegato da Bruxelles, beneficiano di aliquote individuali, mentre quelle che non hanno collaborato alla inchiesta sono soggette al dazio residuo massimo. Saranno imposti per un periodo di cinque anni, Le aliquote saranno del 4,3% per Hankook, che gestisce stabilimenti a Chongqing e Jiangsu (Cina). Del 24,4% per circa sessanta produttori tra cui importanti gruppi internazionali come Continental, Goodyear, Pirelli, Kumho e Sumitomo che si avvalgono di stabilimenti in quel Paese. E infine del 45,3% per tutti gli altri. In particolare per Pirelli i dazi Ue verso la Cina non avranno impatti in quanto le fabbriche della società in Cina producono pneumatici per auto quasi esclusivamente destinati ai mercai asiatici.
Automobile Magazine – ITALIA
2026-07-09 14:00:00






















