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IAA Trasportation: via al mega evento che anticipa futuro di furgoni e mezzi pesanti

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Sotto il motto We Deliver (noi consegnamo, per ribadire il ruolo centrale del trasporto merci nella moderna società) si è aperta ad Hannover l’edizione 2026 di IAA Transportation, un vero mega-evento globale tra quelli che sono riservati ai veicoli commerciali, i camion, i mezzi pesanti e agli allestimenti, oltre che ai vasti settori delle tecnologie e della componentistica.

    A tagliare il nastro, a fianco di Hildegard Müller, presidente dell’Associazione tedesca dell’industria automobilistica (VDA) che organizza il Salone, il ministro federale dei Trasporti tedesco Steffen Bilger e Olaf Lies, ministro-presidente dello Stato della Bassa Sassonia.
    Questo’anno IAA Transportation scatta una fotografia complessa di un comparto cruciale per l’economia del Continente, stretto tra l’accelerazione della transizione tecnologica (con le difficoltà imposte dai tempi di attuazione delle normative) e le incognite macroeconomiche legate al rallentamento dei consumi.
    I dati emersi durante le conferenze d’apertura tracciano un andamento a due velocità per il mercato europeo. A fonte di un’apprezzabile crescita del mercato dei furgoni – legata soprattutto al boom dell’e-commerce e delle relative consegne – dopo una fase di forte rimbalzo post-pandemico, il comparto dei mezzi pesanti registrano una fase di stagnazione, condizionata dall’aumento dei costi operativi (TCO) e dall’incertezza sui sistemi propulsivi del futuro.
    Con oltre 150 anteprime mondiali e una quota di espositori internazionali – sui 1.600 presenti – superiore al 70%, IAA Transportation evidenzia come l’offerta di veicoli a zero(o vicine allo zero) emissioni sia ormai matura, mentre a preoccupare l’industria è il ritardo strutturale della rete infrastrutturale di ricarica elettrica e della distribuzione di idrogeno.
    In questo scenario, uno degli elementi di spicco di IAA Transportation è la quantità di proposte destinate da un lato ad ‘elettrificare’ le flotte ma anche ad ottimizzare con tecnologie alternative – sia nei sistemi propulsivi che negli aspetti costruttivi dei veicoli – l’efficienza energetica.
    Quasi tutti i grandi costruttori, pur impegnati sul fronte elettrico, hanno ad esempio dimostrato con le proposte esposte ad Hannover che il motore endotermico tradizionale ha ancora ampi margini di miglioramento. Questo grazie a nuovi sistemi di iniezione ad altissima pressione, ad avanzate soluzioni di gestione termica, a software di gestione predittiva e processi di combustione avanzati che riducono drasticamente consumi ed emissioni.
    Molti esperti hanno sottolineato l’importanza dei carburanti rinnovabili come l’HVO puro (HVO100) un biocarburante idrogenato di seconda generazione, derivato da scarti e oli vegetali esausti, che riduce le emissioni di CO2 well-to-wheel (dal pozzo alla ruota) fino al 90% rispetto al gasolio fossile. E che permetterebbe di abbassare le emissioni così come richiesto dallo standard Euro 7, che per i camion e i veicoli pesanti scatta dal 29 maggio 2028 per le nuove omologazioni e del 29 maggio 2029 per tutte le nuove immatricolazioni. L’HVO, sottolineano gli esperti, consente alle flotte di abbattere immediatamente l’impronta di CO2 dei mezzi attuali e futuri, sfruttando infrastrutture di rifornimento tradizionali e senza alcuna modifica meccanica.
    Parallelamente, il design dei veicoli commerciali e di quelli pesanti ha mostrato di essere stato oggetto di una vera e propria rivoluzione guidata dall’ottimizzazione dei flussi d’aria. Le grandi cabine dei Tir hanno abbandonato le forme squadrate del passato in favore di profili più efficienti, addirittura con l’eliminazione degli ingombranti specchietti retrovisori, sostituiti da sistemi di telecamere digitali.
    Si sono viste anche integrazioni di appendici aerodinamiche attive, che al pari delle minigonne laterali sigillate e delle appendici posteriori sui semirimorchi possono permettere di abbattere la resistenza all’avanzamento, garantendo sulle lunghe percorrenze risparmi di carburante a doppia cifra.
    Un processo di profondo rinnovamento ha riguardato anche i mezzi più piccoli, anche se nelle missioni in ambito urbano il fattore Cx non ha praticamente influenza. Il miglioramento aerodinamico è in ogni caso un comune denominatore dei veicoli commerciali di ultima generazione, ed in particolare di quelli 100% elettrici (alla IAA Transportation se ne sono visti davvero molti) per poter accrescere l’autonomia.
    A completare questo processo di ricerca della sostenibilità l’evento ha mostrato un diffuso impegno delle Case produttrici – ed anche degli allestitori e dei fornitori di componentistica – nella ‘caccia’ agli alleggerimenti strutturali.
    Un trend che passa attraverso l’uso massiccio di acciai ad altissima resistenza, di leghe di alluminio di derivazione aerospaziale e (una novità per il settore) di componenti in materiale composito per il telaio e le sospensioni (in particolare le balestre)i produttori sono riusciti a ridurre il peso a vuoto.
    Questo contenimento delle masse – segnalano gli esperti del settore – non solo compensa il peso dei nuovi sistemi di post-trattamento dei gas di scarico, ma si traduce in un aumento della capacità di carico utile, ottimizzando la produttività per singolo viaggio. 
   

Automobile Magazine-Italia

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