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Dodge torna a puntare sull'Europa all'insegna della muscle car Charger

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Dodge torna a puntare sull’Europa con la nuova Charger, muscle car americana che mantiene il Dna del marchio ma amplia la propria offerta con motori più vicini alle esigenze del mercato europeo. La nuova generazione è disponibile con il 3.0 turbo sei cilindri in linea ma anche in versione completamente elettrica, sia a due sia a quattro porte.
    “È un nuovo prodotto dopo alcuni anni in cui siamo stati abbastanza statici come linea – ha spiegato Raffaele Brustia, head of Ram and Dodge Deputy Enlarged Europe – e la nuova Charger ha radici americane, è una muscle car e mantiene tutto il Dna ma si adatta molto di più a una tipologia di utenza europea”.
    Una strategia, quella di Dodge, che punta a unire identità americana ed esigenze del Vecchio Continente. “Il 3.0 turbo, sei cilindri in linea – ha spiegato Brustia – per efficienza e consumi è più vicino al mindset europeo e italiano. E poi c’è la versione elettrica, che oggi è una realtà indiscussa in Europa”.
    Il ritorno di Dodge avviene in un mercato nel quale, secondo Brustia, cresce la richiesta di prodotti distintivi. “Stiamo percependo che il mondo dell’automobile si sta un po’ appiattendo – ha commentato il manager – e diventando tutto mass market, con funzionalità e sistemi tecnologici molto simili.
    Sentiamo quindi in Europa la necessità di essere distintivi e di costruirsi una propria identità”.
    I primi riscontri commerciali sembrano aver modificato le aspettative iniziali del marchio. “Siamo partiti con previsioni molto conservative pensando a tanto termico e tanto due porte – ha spiegato ancora Brustia – ma quando abbiamo cominciato ad acquisire opinioni e configurazioni richieste, siamo stati abbastanza sorpresi: a livello europeo sono essenzialmente metà elettriche e metà termiche e oltre il 40% delle richieste riguarda la versione quattro porte”.
    Una scelta che conferma anche l’intenzione di proporre una vettura sportiva ma utilizzabile quotidianamente. “La nuova Charger è una vettura performance, sportiva, ma non estrema dal punto di vista dell’utilizzo – ha sottolineato Brustia – perché le sospensioni sono sportive ma in modalità Auto garantiscono comfort, mentre il sedile è sportivo ma non estremo”.
    Più complessa la situazione italiana, dove alle dimensioni della vettura si aggiunge il tema della fiscalità. “In Italia – ha commentato Brustia – ci sono due elementi: la tassazione e la dimensione. L’italiano tendenzialmente vuole una vettura più compatta, anche per le strade, le città e i parcheggi. La Charger misura 5,20 metri perché Ci piace essere ‘importanti’ ma si guida benissimo, la porti dove vuoi anche se la stazza rimane”.
    La nuova Charger rappresenta quindi il primo passo di una strategia europea che Dodge intende sviluppare anche con futuri prodotti. “Abbiamo dei piani sui modelli che arriveranno – conclude Brustia – ma se ne parlerà più avanti”. 
   

Automobile Magazine-Italia

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