Bologna 30: vittime diminuite del 43,6% e 709 incidenti in meno

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Calo delle vittime sulle strade,
passate da 39 a 22, con una flessione del 43,6%, diminuzione
degli incidenti del -12,5% (709 in meno), e anche delle persone
ferite (-7,2%). Sono alcuni dei numeri del report 2025 su
Bologna Città 30, realizzato dal Comune di Bologna, che mette a
confronto il primo biennio di applicazione della misura
(2024-2025) con quello precedente (2022-2023).

   
Secondo i dati della Polizia Locale, inoltre, solo nel 2025 i
decessi sono stati 12 (contro una media pre-Città 30 di 19,5).

   
Un dato significativo riguarda la localizzazione dei sinistri:
dei 12 incidenti mortali registrati lo scorso anno, infatti, 9
sono avvenuti su strade dove il limite è rimasto a 50 km/h.

   
Calano anche gli interventi del 118 in “codice rosso”, diminuiti
del 22,2%.

   
Sul fronte economico, il Comune stima un risparmio di circa
66 milioni di euro in termini di costi sociali legati
all’incidentalità.

   
Il provvedimento, poi, ha inciso anche sulle abitudini di
mobilità: i flussi di traffico veicolare sono scesi del 9%,
mentre l’uso della bicicletta è cresciuto del 19%.

   
La centralina Arpae di Porta San Felice, poi, ha rilevato un
calo del 24,4% dei livelli di biossido di azoto (NO2).

   
Nonostante il trend positivo, l’amministrazione segnala un
aumento delle persone in prognosi riservata (+84%) e dei
ciclisti coinvolti in incidenti (+20%).

   

Bologna 30: Comune, ‘l’obiettivo è zero morti sulla strada’

“Chi dovesse pensare che con la sentenza del Tar si ferma il progetto di Città 30, o non ha presente i dati che c’erano prima della sua introduzione, o gli andavano bene quei dati. Noi continueremo a lavorare per raggiungere l’obiettivo degli zero morti sulle nostre strade e non abbiamo bisogno di fare un passo indietro”. Così l’assessore alla mobilità di Bologna, Michele Campaniello, commentando il bilancio su Bologna 30 elaborato dal Comune, che sottolinea come le vittime, nel biennio della sua applicazione, siano calate del 43,6% rispetto al periodo precedente. A due anni di distanza dall’applicazione, spiega, “possiamo confermare che la misura funziona: cala il numero degli incidenti gravi e cala il numero dei morti sulle strade”. Un dato, questo, “in controtendenza con quello che sta succedendo nelle altre grandi città italiane, dove il numero di incidenti sta aumentando: noi abbiamo bisogno di più Città 30, per raggiungere l’obiettivo che ci ha fissato l’Europa al 2050, di zero morti sulle strade”. A pochi giorni dalla sentenza del Tar che ha bocciato il limite generalizzate dei 30 chilometri orari, Campaniello dice che c’è bisogno di “intensificare i nostri interventi di moderazione della velocità e di salvare le vite umane”.

Automobile Magazine – Italia