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	<title>Automobile Magazine</title>
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		<title>I freni sulle quattro ruote, una &#039;rivoluzione&#039; di Opel</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Oct 2025 15:52:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:10px;"><img src="https://automobilemagazine.com.tr/wp-content/uploads/2025/10/I-freni-sulle-quattro-ruote-una-039rivoluzione039-di-Opel-1024x576.jpg" alt="I freni sulle quattro ruote, una &#039;rivoluzione&#039; di Opel" /></div>Nella filosofia di Opel c&#8217;è l&#8217;intento di rendere accessibile alla maggior parte degli automobilisti le ultime tecnologie, allo scopo di migliorare la fruibilità e la sicurezza delle auto. Una tradizione che la casa del fulmine porta avanti da tempo, come dimostra la soluzione dei freni sulle quattro ruote adottata nel 1925 sulla 10/45 HP.     [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:10px;"><img src="https://automobilemagazine.com.tr/wp-content/uploads/2025/10/I-freni-sulle-quattro-ruote-una-039rivoluzione039-di-Opel-1024x576.jpg" alt="I freni sulle quattro ruote, una &#039;rivoluzione&#039; di Opel" /></div><div itemprop="articleBody">
<p>Nella filosofia di Opel c&#8217;è l&#8217;intento di rendere accessibile alla maggior parte degli automobilisti le ultime tecnologie, allo scopo di migliorare la fruibilità e la sicurezza delle auto. Una tradizione che la casa del fulmine porta avanti da tempo, come dimostra la soluzione dei freni sulle quattro ruote adottata nel 1925 sulla 10/45 HP. <br />    Un modello che per l&#8217;epoca aveva una diffusione ampia, proposto a passo corto e a passo lungo, sia con carrozzeria torpedo, a 6 posti, che nelle varianti limousine, a 4 posti, coupé de ville e pullman limousine. In quel periodo, infatti, solamente alcune vetture potevano fregiarsi di una frenata più potente che coinvolgesse entrambi gli assi. La maggior parte delle auto avevano esclusivamente dei freni a tamburo per le ruote posteriori, e la potenza frenante dipendeva dalla forza muscolare del guidatore. Questo perché molte automobili adottavano dei cavi d&#8217;acciaio per far lavorare i tamburi, un concetto che venne superato nel 1917, quando Malcom Loughead brevettò i freni idraulici, capaci di incrementare la forza frenante eliminando, nel contempo, la rottura e l&#8217;allentamento dei cavi. L&#8217;applicazione di un fluido idraulico ha rappresentato un grande cambiamento. <br />    Con questa nuova tipologia di impianto frenante, anche se inizialmente si poteva incorrere in qualche perdita, i guidatori potevano contare su una maggiore affidabilità. <br />    Prodotta fino al 1927, la 10/45 HP era venduta al prezzo di 7.950 marchi.</p>
</p></div>
<p>Automobile Magazine &#8211; Italia</p>
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		<title>Quattro team in pista a Monza con Pirelli per testare le mescole 2026</title>
		<link>https://automobilemagazine.com.tr/quattro-team-in-pista-a-monza-con-pirelli-per-testare-le-mescole-2026</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Automobile Magazine]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2025 00:15:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:10px;"><img src="https://automobilemagazine.com.tr/wp-content/uploads/2025/09/1758426925_Four-teams-on-track-in-Monza-with-Pirelli-to-test-1024x683.jpg" alt="Quattro team in pista a Monza con Pirelli per testare le mescole 2026" /></div>Quattro scuderie sono scese in pista oggi a Monza per la prima giornata di test organizzata da Pirelli per lo sviluppo dei pneumatici 2026. Max Verstappen è tornato sul tracciato dove domenica ha vinto il Gran Premio d’Italia, insieme al compagno di squadra in Red Bull Yuki Tsunoda, al terzo pilota Aston Martin Felipe Drugovich [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:10px;"><img src="https://automobilemagazine.com.tr/wp-content/uploads/2025/09/1758426925_Four-teams-on-track-in-Monza-with-Pirelli-to-test-1024x683.jpg" alt="Quattro team in pista a Monza con Pirelli per testare le mescole 2026" /></div><p><img decoding="async" src="https://automobilemagazine.com.tr/wp-content/uploads/2025/09/Four-teams-on-track-in-Monza-with-Pirelli-to-test.jpg" /><br />
Quattro scuderie sono scese in pista oggi a Monza per la prima giornata di test organizzata da Pirelli per lo sviluppo dei pneumatici 2026. Max Verstappen è tornato sul tracciato dove domenica ha vinto il Gran Premio d’Italia, insieme al compagno di squadra in Red Bull Yuki Tsunoda, al terzo pilota Aston Martin Felipe Drugovich e ai titolari di Williams e Racing Bulls, Carlos Sainz e Isack Hadjar.Il programma prevedeva inizialmente, per la giornata odierna, la presenza della sola Red Bull, con Verstappen al mattino e Tsunoda al pomeriggio, e dell’Aston Martin con Drugovich. I test sarebbero dovuti proseguire domani con la coppia di piloti Racing Bulls e Williams. Le previsioni meteo per mercoledì (temporali e piogge intense al mattino) hanno però costretto a rivedere i piani.Terminata la sessione mattutina, Williams e Racing Bulls si sono rese disponibili ad anticipare a oggi una parte del loro programma, portando in pista Sainz e Hadjar già nel pomeriggio. Per montare i prototipi, Aston Martin e Williams hanno adattato le monoposto attuali AMR25 e FW47, mentre Red Bull ha utilizzato una mule car derivata dalla RB19 del 2023 e Racing Bulls dalla VCARB01 del 2024.Il programma delle due giornate è dedicato alla finalizzazione delle mescole slick per la prossima stagione. La costruzione, infatti, è stata già omologata il 1° settembre come previsto dal regolamento. Quella di Monza è la settima sessione di test organizzata da Pirelli dall’inizio dell’anno per lo sviluppo della nuova gamma, che manterrà il diametro da 18 pollici ma sarà leggermente più stretta (25 mm all’anteriore e 30 mm al posteriore).Il campione del mondo in carica ha completato al mattino il proprio programma con un totale di 59 giri, lasciando poi il volante a Tsunoda, autore di 63 giri nel pomeriggio. I migliori tempi dei due piloti Red Bull sono stati 1’24’’117 al venticinquesimo passaggio per Verstappen e 1’23’’826 al giro 30 per il giapponese. Drugovich (Aston Martin) ha invece coperto 118 giri nell’arco dell’intera giornata, con un miglior crono di 1’23’’792 al giro 37.Carlos Sainz (Williams) ha completato 49 giri, segnando il suo miglior tempo di 1’22’’388 alla trentesima tornata. Isack Hadjar, al giro 41 dei 65 percorsi, ha fermato il cronometro a 1’23’’951, suo miglior riferimento di giornata. I tempi non hanno valore comparativo, essendo legati a programmi di lavoro specifici per ciascun pilota.Tutte le scuderie hanno provato le mescole più morbide della gamma. Racing Bulls e Williams hanno girato con C4, C5 e C6, mentre Red Bull e Aston Martin hanno potuto testare anche la C3. Il programma ha previsto dapprima performance run per individuare la pura performance dei vari livelli di mescola tra quelle messe a disposizione da Pirelli e, successivamente, long run per verificare il livello di degrado. Le temperature ambientali hanno oscillato tra 22°C e 27°C, mentre l’asfalto ha registrato valori compresi fra 24°C e 40°C.Il programma di domani sarà inevitabilmente condizionato dal meteo. Qualora la pioggia interessasse solo la mattinata, i test con pneumatici slick riprenderanno nel pomeriggio con le sole Racing Bulls e Williams. In caso le precipitazioni proseguissero anche nel pomeriggio, ma con minore intensità fino a cessare del tutto in serata, Pirelli potrebbe cogliere l’occasione per provare anche i Cinturato Full Wet e Intermediate. In tal caso, potrebbero sicuramente essere raccolti dati interessanti sul crossover tra le diverse mescole.</p>
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		<title>Stellantis Atessa, persi 1.600 lavoratori in quattro anni</title>
		<link>https://automobilemagazine.com.tr/stellantis-atessa-persi-1-600-lavoratori-in-quattro-anni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Automobile Magazine]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Sep 2025 18:05:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:10px;"><img src="https://automobilemagazine.com.tr/wp-content/uploads/2025/09/Stellantis-Atessa-persi-1600-lavoratori-in-quattro-anni-1024x576.jpg" alt="Stellantis Atessa, persi 1.600 lavoratori in quattro anni" /></div>Lo stabilimento Stellantis di Atessa ha perso 1.600 lavoratori dal 2021 ad oggi con una riduzione della produzione da 310 mila fino a 192 mila furgoni nel 2024: secondo gli esperti l&#8217;impianto, nonostante tutto, è rimasto il punto di forza del gruppo. Il dato è emerso nel corso del convegno sulla crisi del settore automotive [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:10px;"><img src="https://automobilemagazine.com.tr/wp-content/uploads/2025/09/Stellantis-Atessa-persi-1600-lavoratori-in-quattro-anni-1024x576.jpg" alt="Stellantis Atessa, persi 1.600 lavoratori in quattro anni" /></div><p></p>
<p>            Lo stabilimento Stellantis di<br />
Atessa ha perso 1.600 lavoratori dal 2021 ad oggi con una<br />
riduzione della produzione da 310 mila fino a 192 mila furgoni<br />
nel 2024: secondo gli esperti l&#8217;impianto, nonostante tutto, è<br />
rimasto il punto di forza del gruppo. Il dato è emerso nel corso<br />
del convegno sulla crisi del settore automotive al Val di Sangro<br />
Expo.    &#8220;Questo territorio è il cuore pulsante dell&#8217;economia<br />
regionale &#8211; dichiara il sindaco di Atessa Giulio Borrelli<br />
davanti ai segretari nazionali di Fim, Fiom, Uilm,<br />
amministratori regionali e lavoratori -. La tempesta<br />
dell&#8217;automotive ci investe in pieno e le cause sono complesse,<br />
tra i limiti del Green Deal europeo, la forte concorrenza cinese<br />
contro cui, con l&#8217;elettrico abbiamo, già perso, e le scelte<br />
industriali dei grandi gruppi&#8221;.    Gran parte del dibattito si è<br />
concentrata sulla sfida della transizione elettrica. Il<br />
responsabile automotive Confindustria Medio Adriatico, Marco<br />
Matteucci, ha ricordato che &#8220;le auto ibride sono passate dal 30<br />
al 45% delle vendite in due anni. Il mercato ci dice che un<br />
occhio all&#8217;ambiente c&#8217;è, ma non possiamo pensare a una rete che<br />
parli solo elettrico se non ci sono infrastrutture adeguate.<br />
                                       <br />
				Tornare indietro significherebbe ritrovarsi in un passato che<br />
non esiste più, dobbiamo invece gestire la riconversione con più<br />
investimenti e nuove competenze&#8221;.    Per il segretario nazionale<br />
di Fiom Samuele Lodi &#8220;parlare di automotive in Italia significa<br />
parlare di Stellantis, oggi ottavo produttore in Europa, 20 anni<br />
fa il secondo. La transizione, così come voluta dall&#8217;Europa, è<br />
stata fatta contro i lavoratori. L&#8217;Ue, dopo le imposizioni, non<br />
è stata coerente, ma è di Stellantis la responsabilità del<br />
disinvestimento progressivo nel nostro paese&#8221;.    Il segretario<br />
generale Uilm, Rocco Palombella, ha parlato di un &#8220;vero e<br />
proprio disastro legato alla transizione, che ha provocato un<br />
effetto panico. Gli autosaloni sono pieni di auto elettriche<br />
cinesi dai bassi prezzi, a partire da cinquemila euro, mentre<br />
una Fiat 500 ne costa 30 mila. Gli incentivi non bastano se la<br />
gente non ha i soldi. Caro Filosa anziché parlare al Governo,<br />
vieni a parlare negli stabilimenti, ai lavoratori, alle<br />
famiglie&#8221;.    Secondo il coordinatore nazionale Fim, Stefano<br />
Boschini &#8220;il &#8216;piano&#8217; Tavares di anticipare la transizione è<br />
fallito. Oggi la maggior parte degli stabilimenti sono fermi,<br />
tranne Pomigliano e Atessa. Il costo esorbitante dell&#8217;energia ha<br />
fatto il resto, anche quello di mettere in stand by il progetto<br />
della gigafactory di Termoli. Le batterie, Stellantis, le ha<br />
messe in produzione in Spagna&#8221;.<br />
                                       </p>
<p>ITALIA</p>
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